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UNA VOCAZIONE ALL’EFFICIENZA E AL RISPARMIO

    ESCo Energy Saving Company.

    In un contesto sociale che sta maturando giorno dopo giorno una sensibilità e una coscienza sempre più diffusa sull’importanza del risparmio energetico, il ruolo delle ESCo è sempre più significativo. Spesso vengono citate, ma qual è il loro ambito di attività?

    La ESCo (Energy Saving Company, in italiano Società di Servizi Energetici) è una società che ha come missione l’ideazione e la gestione tecnica e finanziaria di progetti misurabili di efficienza energetica, stipulando con i propri clienti un Energy Performance Contract, ovvero un contratto che viene remunerato parzialmente o totalmente in funzione dei risultati di efficienza raggiunti.
    Non esiste ancora una normativa precisa che definisce le ESCo, tranne la definizione data da un decreto attuativo di una direttiva EU sull’efficienza energetica: “ESCo: persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici ovvero altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica nelle installazioni o nei locali dell’utente e, ciò facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sul miglioramento dell’efficienza energetica conseguito e sul raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti”. La ESCo libera quindi il cliente dai problemi riguardanti la gestione del progetto di efficienza. Per operare le ESCo devono saper coordinare, all’interno del proprio perimetro di attività, tre diverse competenze:

    – tecnologica, per ideare le soluzioni di efficienza, gestire l’implementazione, misurare e mantenere i risultati nel tempo;
    – finanziaria: per garantire la bancabilità dei progetti;
    – contrattuale amministrativa, per elaborare Energy Performance Contract validi e gestire gli eventuali processi autorizzativi, come nel caso delle energie rinnovabili.

    Naturalmente non è necessario disporre di tutte le competenze internamente: è importante però saperle aggregare sugli obiettivi dei progetti. È importante sottolineare che la ESCo non è una banca, ma è il responsabile ultimo dei risultati di efficienza, per cui il dominio tecnico dei progetti è il fattore chiave di successo. La presenza sul territorio è importante per i progetti di filiera, in particolare nel settore delle energie rinnovabili, dove nei progetti sono coinvolti fornitori di biomassa, utilizzatori e autorità locali per il presidio della sostenibilità degli impianti.

    Come si diventa una ESCo?
    Con competenza, lungimiranza e fiducia nel futuro. Non essendoci ancora, come detto, una normativa che le identifichi univocamente normalmente si considerano ESCo le società autorizzate dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) all’emissione e vendita dei TEE – Titoli di Efficienza Energetica (Certificati Bianchi) invenzione italiana fatta propria anche dall’Unione Europea, che costituiscono una sorta di premio all’efficienza prodotta. Si tratta di circa 300 soggetti che hanno ottenuto la certificazione dei risparmi energetici generati. Di questi, una parte sono aziende altoconsumanti autorizzate all’emissione diretta dei TEE, mentre l’altro 50% sono ESCo a tutti gli effetti, ovvero operatori attivi sul mercato dell’efficienza per conto di clienti terzi.
    Il prossimo futuro è però costituito da Società che dovranno rispondere a determinati requisiti di professionalità e solidità finanziaria, che dovranno sottostare ad un iter certificativo che l’Unione Economica Europea sta approntando.

    La ESCo finanzia anche il progetto?
    A volte, ma non necessariamente. La ESCo si rende responsabile del cosiddetto rischio tecnico, ovvero che il sistema realizzato produca i risparmi previsti. Può finanziare completamente l’intervento di efficienza, e in questo caso è proprietaria, per sempre o per un tempo determinato, del sistema/impianto realizzato. Oppure agevola l’operazione e si assume la responsabilità del risultato, correlando i compensi al risultato, e/o fornendo una garanzia. Il cliente si finanzia direttamente, ad esempio tramite un leasing, ad un canone coperto dal cash-flow generato dal risparmio e la ESCo fornisce una garanzia fidejussoria a copertura del risparmio stesso. I progetti interamente finanziati dalle ESCo sono impianti di produzione efficiente di energia, come impianti di cogenerazione, a gas o fonti rinnovabili, impianti a biogas ecc.
    Ad essi si aggiungono i progetti di efficienza in senso stretto, finalizzati alla riduzione dei consumi. Recuperi termici di processo ad esempio, piuttosto che illuminazione pubblica, con la sostituzione dei corpi illuminanti con corpi a basso consumo a costo zero per il cliente, così come con le luci dei semafori con i LED. La ESCo si assume tutti gli oneri finanziari e di manutenzione ordinaria e straordinaria inclusa la sostituzione dei corpi illuminanti malfunzionanti. Normalmente la ESCo riesce ad offrire, oltre al vantaggio finanziario, anche un servizio migliore; riesce infatti ad operare su concetti di manutenzione predittiva che migliorano il livello di servizio. è il responsabile ultimo.

    Quali sono gli ambiti in cui le ESCo si muovono oggi prevalentemente?
    Non esiste una tipologia unica, nè dal punto di vista della specializzazione nè dal punto di vista dimensionale. Ci sono alcune società prevalentemente consulenziali, specializzate nei Titoli di Efficienza Energetica, nelle certificazioni ambientali e nella consulenza sugli approvvigionamenti di energia. Molte società specializzate in cogenerazione, sia a gas che da fonti rinnovabili, che operano sia nel settore privato, che nel settore pubblico o assimilato, ad esempio nelle filiere agricole o dei rifiuti. Altre Società si occupano di recupero termico nell’industria. Si sta iniziando a operare nel settore degli azionamenti elettrici per la riduzione dei consumi dei motori elettrici.

    Qual è il futuro delle ESCo e quali problemi devono affrontare?
    Fino ad ora le ESCo hanno finanziato prevalentemente la produzione efficiente di energia, piuttosto che l’efficienza. Sia perché alla produzione di energia sono andati molti incentivi – rinnovabili ecc, sia perché la produzione è misurabile direttamente, cosa che non è possibile quando si genera efficienza. Ciò ha però comportato una concentrazione degli investimenti ESCo su grandi impianti e aziende utenti di grande dimensione. Sono rimaste “fuori dal giro” le PMI, ovvero la stragrande maggioranza del mercato.

    Dove sono i problemi?
    Per molto tempo la domanda di ESCo è stata dominata dalla Pubblica Amministrazione, più che dall’impresa privata, industriale o meno. La PA è un pagatore lento, ma eroga servizi insostituibili. Si possono definire contratti anche a lungo termine. Oggi è aumentata la domanda di efficienza da parte delle Imprese Private, e contemporaneamente è aumentata la domanda di risorse finanziarie. La questione finanziaria è la questione chiave. Gli investimenti in efficienza costano e hanno spesso tempi di ritorno superiori agli orizzonti di budget delle imprese. Anche quando i pay-back sono interessanti, sotto i due anni, il loro finanziamento è in concorrenza con il core-business. Inoltre il costo fisso di un contratto ESCo è elevato. L’efficienza generata, inoltre, è più difficile da misurare rispetto alla produzione di energia. Si tratta quindi di concause che tendono a limitare l’attività delle ESCo sull’industria e a tenere elevati gli importi minimi di investimento, di fatto escludendo le PMI.
    Il problema dell’accesso al mercato dei capitali inoltre vale anche per loro. Il mondo del credito non conosce l’argomento e soprattutto non è strutturato per operare su progetti di piccolo importo. AssoESCo sta lavorando su questo tema, al fine di riuscire ad aiutare il sistema finanziario e bancario.
    Lo fa cercando di rendere stabile il meccanismo dei TEE, e operando affinché si trasformino in uno strumento di garanzia nei confronti delle banche. Da questo punto di vista nutriamo aspettative positive. Il meccanismo, di ideazione italiana, è stato fatto proprio dalla Comunità Europea e proprio in questi giorni il governo sta lavorando sul consolidamento del sistema dei TEE.
    In secondo luogo, lavorando sulla certificazione delle ESCo, che deve garantire il rischio tecnico. Una ESCo certificata ha una credibilità superiore nel momento in cui certifica un risparmio e quindi la possibilità per l’azienda cliente di pagare le rate del prestito. Terzo, attraverso una maggiore standardizzazione delle metodologie di misura e raccolta dati, oltre che dei contratti applicabili, al fine di far scendere gli importi minimi finanziabili e/o garantibili. Mi piace concludere ricordando che: ciò che non si consuma, non deve essere prodotto.

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