Gare Gas, incontro alla Camera dei Deputati

Si è svolto il 30 gennaio a Roma presso la Camera dei Deputati un importante appuntamento dal titolo: Gare Gas: Opportunità di Rilancio Economico tra investimenti ed efficienza del servizio. L’evento, organizzato da Energia MAPS è servito per fare il punto sullo stato delle gare gas, all’incontro sono stati invitati gli attori coinvolti nelle Gare Gas come il MISE, le associazioni dei consumatori, AGCM, Anci, Anigas, Utilitalia, Assogas, Uniatem e i Parlamentari della Commissione Attività Produttive della Camera. Erano presenti e sono intervenuti il Dott. Alberto Biancardi, già componente del passato Collegio di Arera, la D.ssa Valeria Amendola responsabile della Direzione Energia di AGCM, l’On. Simona Vietina che è anche Sindaco del Comune di Tredozio (FC), l’On. Sara Moretto del PD, l’On. Marco Silvestroni di FdI, la D.ssa Irene Macchiarelli di Ahrtur D. Little, l’Avv.to Emilia Giulia Di Fava.
Stefano Bellavista Amministratore di Unica Reti ha ribadito nel suo intervento che “Per semplificare e rendere più eque le procedure di gara gas, sono attesi da anni dal MISE alcuni correttivi alla normativa. Uno di questi è il riconoscimento della quota ammortamenti tariffari a favore dei beni di proprietà pubblica delle Società patrimoniali delle reti, diritto oggi ingiustamente precluso per un grave vulnus normativo. Si tratta di oltre 50 milioni di euro che, stante la normativa vigente, anziché essere destinati ad Unica Reti SpA proprietaria delle reti gas, andrebbero invece al gestore del servizio di distribuzione anche se non proprietario delle reti, determinando un ingiustificato arricchimento o arricchimento senza causa. Queste somme devono invece essere correttamente destinate, come tutt’ora avviene, a favore della Società dei Comuni.
Emblematico e peculiare è il caso di Unica Reti spa (società ad esclusiva partecipazione comunale), giuridicamente e contabilmente differente dal profilo dei Comuni concedenti. Emblematico perché per prima ha diligentemente dato corso ad una prescrizione di Legge che impone l’indizione delle gare per l’affidamento del servizio distibuzione gas, tanto che dal 2016 ha ottenuto l’autorizzazione dall’Autorità a pubblicare il Bando di Gara. Peculiare perché il profilo societario di SpA pubblica, proprietaria delle reti gas in uso al gestore, contabilmente e giuridicamente è differente da quello di Comune, non può quindi essere trattato con la stessa impostazione contrattuale definita per gli Enti concedenti proprietari o meno delle reti del gas.
Come s’intende correggere la normativa affinchè non siano generalizzati caratteristiche e interessi specifici? Queste sono le domande poste ieri durante il convegno da Unica Reti, la società romagnola, infatti, sta portando avanti questa battaglia sulle tariffe, la trasparenza e la concorrenza a garanzia dei Beni Pubblici. Domande che aspettano risposte dal 2014.
Ha riscosso un largo interesse fra i soggetti istituzionali presenti, l’analisi esposta in apertura lavori dall’Avvocato Emilia Giulia Di Fava di Reggio Emilia.
Gare gas: peculiarita’ dei rapporti tra Ente Locale, Societa’ Patrimoniale e Gestore del servizio. Effetti distorsivi della regolazione vigente e possibili rimedi.
La disciplina in ordine al nuovo assetto del servizio di distribuzione del gas naturale dispone che la proprieta’ degli assets gas possa essere concentrata su tre differenti soggetti: il Gestore, l’Ente Locale e la Societa’ Patrimoniale; è stata cosi’ confermata la scelta di mantenere le reti e gli impianti gas in mano pubblica, anche attraverso il riconoscimento esplicito della figura della Societa’ Patrimoniale a capitale totalmente pubblico, incedibile, già prevista dall’art. 113 c. 13 del DLgs. 267/2000 (TUEL) proprio al fine di preservare reti e impianti pubblici, assicurandoli in un unico centro di imputazione e riservando al sistema concorrenziale la sola gestione del servizio. A fronte di questa distinzione soggettiva, non e’ però stata coerentemente prevista una corrispondente disciplina differenziata, con conseguenti effetti distorsivi.
In particolare, manca ancora una specifica regolazione della disciplina degli ammortamenti degli assets pubblici: gli effetti distorsivi di tale lacuna normativa risultano evidenti se si considera che la disciplina vigente li pone a carico della tariffa e a beneficio dei Gestori sia quando questi sono proprietari degli assets sia nella differente ipotesi in cui la proprieta’ degli assets e’ pubblica, posta in capo agli Enti Locali o alle loro Societa’ Patrimoniali.
L’attuale regolazione risulta così affetta da vizi di legittimità e determina consistenti danni economici per i proprietari pubblici degli assets gas: particolari criticità si evidenziano per le Società Patrimoniali che non si vedono riconoscere le somme percepite dal Gestore mentre devono ottemperare all’obbligo di accantonare annualmente le quote di ammortamento, al fine di poter rilevare la perdita di valore dei propri cespiti.
Dall’altra parte, l’assetto regolatorio vigente determina un ingiustificato guadagno per i Gestori, che introitano gli ammortamenti senza aver subito un corrispondente costo, dipendente dal deperimento di beni che non sono di loro proprieta’: ed è proprio il riconoscimento di un titolo slegato da legittima causa che rende evidente la patologia della regolazione vigente.
Anche la mancata previsione del corrispettivo relativo ai servizi di distribuzione e misura (ex art. 8, c.4 del Regolamento di cui al D.M. 226/2011) nel caso in cui gli assets siano di proprieta’ della Societa’ Patrimoniale, determina un’ingiustificata differenza di trattamento rispetto ai casi in cui la proprieta’ sia allocata in capo all’Ente Locale, meritando un intervento di riallineamento regolatorio.
Infine, la mancanza di un adeguato strumento contrattuale per la definizione dei rapporti tra proprietari pubblici degli assets e Gestore crea rilevanti profili di criticita’: nell’ambito dello schema – tipo di Contratto di servizio vigente persistono lacune regolatorie in tema di modalita’ di utilizzo dei beni e di mantenimento del loro stato di efficienza, di definizione delle aree di responsabilita’, di indicazione delle condizioni di restituzione degli assets e del regime della proprieta’ dei beni realizzati durante la gestione.
Va dunque considerato che la posizione dei proprietari pubblici degli assets è peculiare e come tale merita disposizioni specifiche, non essendo nè equa nè ragionevole la previsione di un’unica disciplina per la regolazione di situazioni differenziate.
Se e’ interesse generale che le gare gas vengano realizzate e con queste decollino compiutamente gli ingenti investimenti ad esse collegate – con conseguente miglioramento del servizio a vantaggio dei consumatori – è necessario che vengano definitivamente promossi i correttivi alla normativa vigente per evitare gli effetti distorsivi descritti.
Le criticità sono state già da tempo evidenziate, ottenendo anche riconoscimenti sostanziali da parte dei soggetti competenti ad intervenire sul piano regolatorio con la promozione delle necessarie modifiche allo schema di Contratto di servizio e al Regolamento di cui al D.M. 226/2011: la situazione appare dunque matura per un approdo risolutivo delle questioni in campo, dando piena coerenza normativa alla scelta del mantenimento in mano pubblica degli assets gas.