È italiano il brevetto delle ferrovie che producono energia attraverso pneumatici riciclati

Il treno rappresenta ancora oggi uno dei mezzi di trasporto più utilizzati, non solo per la sua comodità ma anche in quanto rappresenta un modo più rilassante e, talvolta, anche panoramico di viaggiare.
Ogni giorno 4,8 milioni di tonnellate di rifiuti sono prodotti nelle zone urbane di tutto il mondo a un ritmo che cresce più rapidamente dell’urbanizzazione stessa.
Un giovane imprenditore italiano, Giovanni De Lisi, ha avuto un’intuizione rivoluzionaria per contribuire a risolvere questo problema. L’idea si articola nell’ambito delle reti ferroviarie: coprire i binari dei treni con traversine realizzate con la gomma riciclata dagli pneumatici ormai non più utilizzabili, una tecnologia che consente quindi la produzione di traversine ferroviarie da materie prime secondarie.
Giovanni lavora da quando era 19enne nell’azienda di famiglia che si occupa di manutenzioni ferroviarie; è da sempre in contatto con questo tipo di problematiche, matura quindi l’idea di poter sostituire le traversine di cemento con dei materiali più sostenibili. Inizia perciò a condurre una serie di ricerche e scopre che erano già state realizzate delle traverse ferroviarie in plastica riciclata, queste però potevano essere posizionate solo nelle tratte dove la velocità massima del treno raggiunge 80 km/h, presentavano quindi una forte limitazione.
Giovanni quindi si ingegna e decide di sfruttare la gomma di pneumatici inutilizzati, in particolare il rivestimento esterno delle traversine viene realizzato con la plastica e la gomma di pneumatici riciclati, mentre all’interno troviamo il calcestruzzo armato precompresso. La traversina ideata dal giovane siciliano ha un nucleo interno in cemento pre-compresso (una forma di cemento compresso ultra-spesso usata nella costruzione) e un involucro esterno costituito da un mix di gomma di vecchi pneumatici e plastica riciclata. La scelta di questi materiali presenta un duplice vantaggio, oltre a quello economico, infatti il costo è nettamente inferiore rispetto alle classiche traverse in calcestruzzo, anche e soprattutto a livello ecologico. Non è da sottovalutare inoltre che le caratteristiche tecniche di queste nuove traverse permettono una riduzione sensibile dei costi di manutenzione oltre ad una attenuazione dei forti rumori dovuti al traffico ferroviario. Le traversine in calcestruzzo infatti hanno durata breve e alti livelli di vibrazioni acustiche. Il guscio esterno infatti crea meno rumore e meno vibrazioni mentre il treno vi passa sopra, riducendo quindi l’inquinamento acustiche. Con questo nuovo sistema ogni chilometro di linea ferroviaria realizzato con queste modalità consente il riciclaggio di 35 tonnellate di pneumatici in plastica usati. Ma non solo, una traversina può incorporare pannelli fotovoltaici per consentire la raccolta di energia solare: “L’idea di Greenrail Solar è nata dalla volontà di trasformare le infrastrutture ferroviarie da infrastrutture passive a infrastrutture attive”, ha aggiunto De Lisi. “I binari della ferrovia sono esposti al sole il 90% delle volte – da qui nasce l’idea di raccogliere l’energia solare e trasformarla in elettricità”, ha aggiunto. Il CEO di Greenrail, Firas Bunni, ha dichiarato a CNBC che per ogni chilometro di traversine solari si potrebbero produrre da 30 a 35 megawattore di energia all’anno, sufficienti a soddisfare il fabbisogno medio di 10 case italiane all’anno.
Le traversine composte da materiali sostenibili andranno a sostituire le più costose in calcestruzzo, utilizzate ormai in tutto il mondo.
Questa idea ha portato alla fondazione della startup Greenrail appena citata, sostenuta da Polihub, l’incubatore universitario del Politecnico di Milano e finanziato dall’UE. Il giovane imprenditore ha depositato il brevetto in 120 Paesi nel mondo e a Settembre 2018 è stata inaugurata la prima tratta pilota di linea con le nuove traverse ferroviarie. Questa “idea verde” per i materiali non più utilizzabili aiuterà l’intero settore ferroviario dell’UE a rafforzare le proprie credenziali in materia ambientale e di economia circolare.
La start up si propone di lavorare su 3 diverse traverse:
– Solar: nelle quali viene integrato un sistema fotovoltaico che consente la produzione di energia
– Linkbox: che permettono la trasmissione di dati
– Piezo: in grado di produrre energia elettrica per alimentare dispositivi diagnostici

Numerosi risultano quindi essere i vantaggi di questa nuova tecnologia tutta italiana che speriamo di vedere applicata il prima possibile.