LA PRIMA TRATTA FERROVIARIA SMART DI NUOVA GENERAZIONE

All’inizio del Novecento le traversine di calcestruzzo iniziavano a sostituire quelle vecchie di legno, ma da allora sono rimaste lo standard in tutto il mondo. L’idea era semplice: rivestire il tradizionale calcestruzzo con una copertura di plastica e gomma, rigorosamente riciclata, per migliorare l’efficienza delle traversine. Da quell’intuizione è nata Greenrail, startup nata sei anni fa e sostenuta da Polihub, l’incubatore universitario del Politecnico di Milano.
Da quella materia prima seconda – un mix di plastica riciclata e gomma ricavata dagli pneumatici a fine vita raccolti dal consorzio italiano EcoPneus – è nato un sistema che ha le potenzialità per trasformare la vecchia rete inanimata in un’infrastruttura attiva, in grado di produrre energia, di registrare e trasmettere dati e diagnosticare i problemi di treni e struttura. Spiega De Lisi, fondatore e Ceo di Greenrail come l’anima di calcestruzzo mantiene le caratteristiche meccaniche delle traversine tradizionali, ma il rivestimento di plastica e gomma riciclata ne supera i limiti contribuendo a ridurre la polverizzazione della massicciata di pietre, ad assorbire le vibrazioni, a contenere lo spostamento laterale che si scarica sulle rotaie, a migliorare fino al 40% la sopportazione del carico. Con l’effetto di tagliare fino al 50% i costi di manutenzione delle linee e
di aumentare a 50 anni la durata media delle traversine, rispetto ai 40 anni del calcestruzzo. Ma anche di riutilizzare un prodotto giunto a fina vita come gli pneumatici, altamente inquinanti e difficilmente riciclabili, nella misura stimata di 35 tonnellate per ogni chilometro di traversine verdi.
Finita la fase della ricerca e sviluppo, Greenrail si prepara alla fase produttiva, all’attacco di un mercato globale potenziale fatto di 120-140 milioni di traversine che devono essere sostituite ogni anno solo per la manutenzione ordinaria: De Lisi spiega che ogni mercato ha i propri produttori locali, noi offriamo un’innovazione globale coperta da 85 brevetti in tutto il mondo, sottolineando di come si tratti di prodotti ad alta customizzazione, a seconda della linea, dello scartamento, dei carichi e delle specifiche tecniche degli operatori locali.
L’offensiva parte dagli Stati Uniti, dove Greenrail ha siglato lo scorso febbraio un accordo di concessione in licenza in cinque stati americani e ora è in corso la raccolta fondi per la costruzione di un impianto produttivo per quel mercato.
Così come in Italia De Lisi, che controlla quasi il 90% del capitale (il resto è in mano ai soci originari) è alla ricerca di finanziamenti per uno stabilimento dove avviare la produzione vera e propria, che sarà localizzato vicino a Piacenza, nella bassa Padana, dove adesso è attivo un impianto prototipale. Nei primi tre anni di vita tutti gli sforzi sono stati concentrati sulla ricerca – i 14 dipendenti attuali sono affiancati da una trentina di ricercatori del Politecnico di Milano e delle aziende partner -, mentre ora l’intenzione è quella di passare alla fase operativa. Oltre agli Stati Uniti, i mercati in cui Greenrail ha avviato trattative per l’insediamento sono ad altissimo potenziale: dall’India all’Australia, dal Brasile alla Russia, dall’Uganda al Kazakhstan.
La traversina ferroviaria, che oggi ha un ruolo assolutamente passivo e rimane inattivo per il 90-95% del tempo, diventa attiva e “smart”. La versione Solar di Greenrail trasforma la linea ferroviaria in un campo fotovoltaico dotandosi di un pannello con una capacità di 35-45 MWh/anno sia per far funzionare il dispositivo di rete, alimentare le stazioni, gli scambi e i semafori, ma anche per permettere agli operatori di immettere elettricità in rete.
La versione LinkBox apre la strada a un sistema connesso di diagnostica in tempo reale, sicurezza e manutenzione predittiva grazie alla registrazione e alla comunicazione dei dati registrati. Per lo sviluppo del sistema Greenrail ha sfruttato un accordo con la spagnola Indra per l’affinamento della centralina intelligente, in grado di raccogliere, elaborare e inviare in tempo reale dati sulla
situazione dei binari e dei treni ai centri di controllo del traffico ferroviario, con un sistema che sfrutta sensoristica di precisione e sistemi di machine learning per rendere sempre più preciso nel cogliere qualsiasi minimo difetto che possa preannunciare problemi più gravi da evitare.
Intanto le traversine smart di nuova generazione sono già operative in Emilia Romagna dove è attivo un tratto pilota che testa le nuove frontiere dei big data e della rete intelligente. Da qui parte il sogno di binari sostenibili al servizio di efficienza operativa, sicurezza e risparmio energetico.