Le città e le regioni europee scendono in campo per l’ambiente

Nella lotta al riscaldamento globale le città e le regioni europee confermano la disponibilità a fare la propria parte, soprattutto perché sono responsabili del 70% delle emissioni di gas serra. E proprio per la grande responsabilità che hanno, senza che però i governi ne monitorino nel dettaglio le politiche, gli interventi e i progressi, chiedono un coinvolgimento maggiore e un riconoscimento formale. Anche perché l’accordo di Parigi sul clima, nel 2015, non prevede regole, alcun calcolo formale né un metodo di resoconto, per valutare gli sforzi in campo a livello locale. La ventiquattresima Conferenza mondiale sul clima che si è svolta a Katowice, in Polonia, è stata l’occasione giusta. Per colmare il gap fra gli impegni nazionali di riduzione di gas serra e il reale valore delle emissioni, il Comitato europeo delle Regioni (che racchiude 9.000 fra città e regioni) chiede che nel libro delle regole (Rule Book) che si sta definendo in questi giorni a Katowice con le azioni per implementare l’accordo di Parigi, sia incluso un sistema di contributi regionali e locali (Rldcs) complementari, un impegno che il Cdr vuole sia inserito anche nel documento finale della Cop24.

Questa, ritengono le realtà locali, può essere la “soluzione” al gap fra gli impegni nazionali e la riduzione necessaria di gas serra.