Light+Building 2018: tra stupore e tecnologie

La più grande fiera biennale internazionale dedicata a illuminazione, domotica e automazione degli edifici, ha- chiuso le sue porte lo scorso 23 dopo aver messo in mostra per sei giorni le principali novità del settore. Al canonico mix tra esposizione e conferenze, quest’anno si sono aggiunte visite guidate e concorsi, il che ha aumentato la possibilità di interazione e approfondimento fra i visitatori. Numerosi i punti d’interesse anche dal punto di vista tematico, che hanno contribuito a consolidare il trend di crescita che la Fiera conferma da diverse edizioni; con un riscontro evidente nell’aumento dell’area espositiva che, grazie all’aggiunta di un ulteriore padiglione ai 24 stabiliti, ha raggiunto quest’anno una superficie 260.000 metri quadrati.
Significativo il titolo scelto per questa decima edizione: “In rete – sicuro – comodo”, identificativo dei tre highlights caratterizzanti l’esposizione stessa, “connessione, sicurezza e migliore stile di vita”. Ruolo cardine nel palinsesto della fiera hanno assunto le
principali proposte di interior design per il biennio 2018-2019, dove stupore e novità
artigianale dei prodotti esposti sono state messe al servizio della luce, giocando con
molteplici variazioni cromatiche e proponendo connessioni con sistemi di domotica.
L’utilizzo tecnologico della luce non è certo una novità al L+B, che nel 2016 titolava:
“Where modern spaces come to life: digital – individual – network”, focalizzando la
proposta su sistemi tecnologici integrati fra individuo e collettività. A questo fio conduttore da cui non si può prescindere si è unita in questa edizione un’attenzione particolare alle tecnologie led centrate su sicurezza e smart living. Fin dalla scelta della suddivisione degli spazi fieristici, Light and Building testimonia come l’ambito illuminotecnico non possa più prescindere da sistemi di automazione, efficienza e sicurezza, nel tentativo di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze dell’individuo, sia nella sua sfera privata, che come cittadino. In quest’ambito da sottolineare l’importanza della mostra “Secure! Connected security in building”, arricchita da proposte e case studies di aziende specializzate, e realizzata con l’obiettivo
di evidenziare i vantaggi di soluzioni innovative in termini di sostenibilità economica e
ambientale, con un accento particolare sulla sicurezza, soprattutto per le abitazioni private.
Non sono mancati anche in questa edizione esempi di progetti, con relativi prototipi,
sviluppati in campo urbanistico; anche in questo caso, grandi passi sta compiendo il
processo di digitalizzazione, conditio imprescindibile sia per il miglioramento qualitativo
dell’illuminazione cittadina – dal punto di vista di una corretta progettazione e dell’efficienza energetica – sia per l’integrazione con servizi di sicurezza e mobilità. Un’evoluzione favorita dall’integrazione di sistemi che trova sintesi nel concetto di smart city, con sviluppi sempre meno sperimentali e già reali dimostrativi; che vedono l’asset della rete di illuminazione pubblica integrato con impianti di video sorveglianza per la sicurezza delle strade, a ricariche per le auto elettriche e con sistemi di soccorso.
I padiglioni dal 3 al 4 sono stati appunto concepiti secondo un’ottica di integrazione
fra sistemi di illuminazione urbana all’interno della città, prefigurando sviluppi verso mobilità intelligente, servizi a valore aggiunto, benessere e sicurezza per i cittadini. Aziende come Samsung, che propone prototipi di lampioni che aumentano la loro intensità luminosa al passaggio del pedone, o Octalight, i cui impianti di illuminazione cittadina variano la tonalità dei led a seconda del clima, ben fanno intendere come l’attenzione anche dei grandi produttori di tecnologie vada sulla persona, sul suo comfort e sicurezza.
Miglioramento della qualità della vita che accompagna la persona nel proprio contesto urbano, o all’interno dell’ambito residenziale e professionale in cui vive; accompagnata sempre più da consapevolezza in termini di efficienza, cura del design, innovazione e comfort.
Nota a margine merita infine la biennale Luminale, esposizione di art light (che si affianca a Light and Building), organizzata nel cuore di Francoforte. Un’esposizione di grande impatto visivo, in grado di cogliere l’interesse non solo degli addetti ai lavori ma dei cittadini stessi. Concepito secondo quattro aree tematiche, quest’anno il festival ha presentato un percorso espositivo di opere luminose installate lungo il Meno, fra
le vie e gli edifici della città; mostrando con grande impatto progetti illuminotecnici capaci di integrare arte ed efficienza, attraverso istallazioni di grande creatività e impianti
in grado di valorizzare sia edifici storici che contesti urbani contemporanei. Progetti
dove la luce è stata ancora una volta protagonista, in grado di far percepire il valore
stesso degli interventi sia da un punto di vista estetico che di vivibilità all’interno di
contesti urbani disomogenei; una proposta che anche quest’anno ha richiamato a
Francoforte oltre 200.000 visitatori. Un dato che, unito ai numeri relativi alla fiera – 2714 espositori provenienti da 55 paesi, e 220.000 visitatori con un incremento della provenienza internazionale del 52% rispetto al 2016 – non può che decretare
questa edizione come un successo. Conferme sono giuste anche da coloro che
questo L+B 2018 l’hanno vissuto, con una soddisfazione pari al 90% espressa dagli
espositori, di cui un picco del 94% da parte dei tedeschi, e un’approvazione dei visitatori che raggiunge il 97%. Una panoramica positiva che ben risponde alla domanda iniziale: promesse mantenute e un presente per la luce sempre rivolto verso il futuro, a partire da Light + Building 2020.