PAUL CONNETT e i sette punti per realizzare l’economia circolare

Si è tenuto al Palacongressi di Taormina tra il 26 e il 27 maggio scorsi il 43° vertice del G7, guidato dal Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. Presenti i capi di stato delle 7 principali potenze mondiali: Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Germania, Francia, Canada, insieme ai rappresentanti dell’Unione europea Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, rispettivamente Presidente della Commissione europea e Presidente del Consiglio europeo.

Uno dei temi principali su cui i leader mondiali hanno discusso è stato quello della sostenibilità ambientale del pianeta e, più in generale, del clima. Se sul terrorismo internazionale, l’altro argomento caldo del meeting, si è giunti ad un accordo comune che ha messo d’accordo gli stati partecipanti, lo stesso non si può dire per quanto riguarda strategie e trattati riguardanti il clima. L’oggetto del contendere, nello specifico, riguarda l’accordo di Parigi del dicembre 2015, in cui 195 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale e dal quale il Presidente americano Donald Trump ha minacciato uscire, dal momento che gli obiettivi, in particolare per quanto riguarda le emissioni di gas inquinanti, sono da lui ritenuti irrealizzabili. Il patto definisce un piano d’azione globale, inteso a rimettere il mondo sulla buona strada per evitare cambiamenti climatici pericolosi limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ºC.

Sul tema della sostenibilità ambientale è intervenuto anche il noto scienziato ambientalista Paul Connett, fondatore del movimento Zero Waste, che si trovava ad Augusta, in provincia di Siracusa, ospite ad un convegno a favore dell’incremento della raccolta differenziata in Sicilia.

Connett ha voluto così farsi portavoce dell’appello dell’intero movimento, che raccoglie tra le sue fila scienziati e gruppi di semplici cittadini provenienti oltre 100 paesi in tutto il mondo che stanno combattendo gli inceneritori esistenti e si stanno battendo affinchè non ne vengano costruiti di nuovi.

Di seguito il testo integrale del documento sottoscritto dai vari gruppi ed enti facenti capo al movimento Zero Waste ed indirizzato ai Capi di Stato del G7:

“Cari Capi di Stato del G7,

non si può solo parlare di economia circolare e di sostenibilità, occorre realizzarla! Bisogna compiere passi concreti per sostenere le comunità dei vostri Paesi che sono impegnate nel percorso verso Rifiuti Zero.

Questi passi concreti dovrebbero includere:

1) Eliminare le sovvenzioni per nuovi inceneritori distruttori di risorse (eufemisticamente descritti con il termine di “termovalorizzatori”).

2) Predisporre un piano per la chiusura degli inceneritori esistenti mentre si implementano i piani di gestione ‘Rifiuti Zero’.

3) Istituire Centri di ricerca ‘Rifiuti Zero’ per sostenere l’industria nella riprogettazione di quei prodotti e imballaggi che ad oggi non possono essere riutilizzati, riciclati o compostati.

4) Realizzare, a monte di tutte le discariche esistenti, impianti di separazione di quella frazione residuale del corrente flusso di rifiuti che non è attualmente riutilizzabile, riciclabile o compostabile. Da questa frazione si possono separare e recuperare risorse riciclabili, rifiuti tossici e sostanza organica sporca che può essere stabilizzata sia mediante stabilizzazione che digestione anaerobica prima di essere stoccata in un sito di smaltimento temporaneo.

5) Incentivare le industrie che si impegnano ad adottare la Strategia Rifiuti Zero

6) Finanziare la realizzazione di Centri di Riuso e Riparazione nelle comunità. Una volta istituite, queste strutture raggiungono in breve tempo la sostenibilità economica.

7) Ridurre drasticamente la produzione e l’utilizzo di oggetti in plastica ‘usa e getta’ che inaspettatamente raggiungono il mare dove impattano fortemente la vita degli uccelli acquatici e la catena alimentare marina.  

L’economia circolare è l’unico modo per garantire un futuro per il nostro sistema produttivo. Ad esempio, l’Europa importa il 60% delle materie prime e questo non è ovviamente sostenibile.

Le pratiche Rifiuti Zero rappresentano lo strumento perfetto per trasformare in realtà il ‘sogno’ di un’Economia Circolare, integrando la tradizionale strategia riduzione/riuso/riciclo con l’importante strumento aggiuntivo della riprogettazione dei prodotti e degli imballaggi per una loro maggiore durata, riparabilità e riciclabilità.

Secondo il commissario UE per l’ambiente Karmenu Vella, “le nostre comunità ‘Rifiuti Zero’ sono gli esempi viventi dell’economia circolare, della sua vitalità e dei benefici ambientali, economici e occupazionali che da essa derivano”

La Strategia Rifiuti Zero non solo fornisce soluzioni di gestione sostenibile dei rifiuti ma offre anche profondi vantaggi trasversali per affrontare alcuni dei problemi più urgenti globali legati alla giustizia sociale e ambientale e ai diritti umani.

Dal momento che le guerre nel futuro saranno probabilmente legate alla scarsità delle risorse, così come è già successo nel passato, il sostegno alla Strategia Rifiuti Zero potrebbe, da un lato, consentire di evitare ulteriori tensioni internazionali tra le Nazioni e, dall’altro, essere considerato parte di un movimento globale verso la pace.

Sappiamo quanto siete impegnati, ma ci permettiamo di suggerirvi di consentire ai vostri tecnici ed esperti di informarsi riguardo i dettagli della Strategia Rifiuti Zero attraverso la lettura di questo libro “La soluzione Rifiuti Zero: liberare il Pianeta dai rifiuti, una comunità alla volta” (Chelsea Green, 2013) e la vision del film “Trashed” commentato e co-prodotto da Jeremy Irons.”.