Pubblicata la classifica 2017 sull’inquinamento delle navi da crociera

E’ stata pubblicata in questi giorni la classifica sull’inquinamento causato dalle navi da crociera nell’anno che si appresta a concludersi da parte di NABU, l’associazione tedesca che collabora con “Cittadini per l’aria” nell’ambito del progetto “facciamo Respirare il Mediterraneo”, incentrato sulla richiesta dell’istituzione di un’area a basse emissioni navali in questo mare.

Da questa classifica emerge le aziende che più si sono impegnate per la riduzione delle emissioni inquinanti nei nostri mari siano state Hapag-Lloyd e TUI. Non è una caso che questi due cantieri siano finora stati gli unici ad installare sulle proprie navi dei catalizzatori per gli ossidi di azoto, piccolo ma importante passo verso navi meno inquinanti.

I colossi del settore sono in ritardo nel campo della lotta all’inquinamento provocata dalle navi da crociera. Basti pensare che una nave da crociera di medie dimensioni brucia fino a 150 tonnellate di carburante al giorno, emettendo un numero di particelle paragonabile a un milione di automobili. Le emissioni dei motori diesel come quelli impiegati sulle navi da crociera sono classificate cancerogene dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Queste emissioni causano inoltre diverse gravi malattie polmonari, cardiovascolari e danni al sistema neurologico. Recenti misurazioni dell’inquinamento a bordo delle navi da crociera hanno poi dimostrato i potenziali pericoli a cui sono esposti i passeggeri.

il movimento Cittadini per l’Aria, che ha da poco lanciato il concorso fotografico #UNMAREDIFUMO per contribuire a visualizzare il problema delle emissioni nel Mediterraneo e nelle città di porto italiane e che si concluderà il prossimo 30 settembre, è preoccupata per la scarsa ambizione ambientale di questo settore che ha fra i suoi principali componenti tante compagnie italiane.
“Migliorare drasticamente le prestazioni ambientali delle navi deve diventare un obiettivo prioritario per il nostro paese, per la salute dei cittadini e la competitività internazionale di questo settore industriale – conclude Anna Gerometta – Basti riflettere sul
fatto che a Civitavecchia è stato stimato un incremento del 51% del rischio di morte per malattie neurologiche e del 31% per tumore al polmone fra la popolazione residente entro i 500 metri dal perimetro dal porto per comprendere quanto grave sia il problema nel
nostro paese, costellato da città di porto di importanza primaria in Europa.” Il comune di Civitavecchia ha scritto al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni chiedendogli di attivarsi per l’istituzione di una zona ECA (Emissions Control Area) nel Mediterraneo e ha
invitato tutti i sindaci delle città portuali italiane a fare altrettanto.

E’ di qualche mese fa la notizia che MSC Crociere e STX France hanno confermato una prima lettera d’intenti già firmata l’anno scorso con un nuovo accordo per l’ordine di due mega navi da crociera da 200.000 tonnellate di stazza lorda, alimentate a gas naturale liquefatto (LNG), cui si aggiungono altre due navi in opzione. Le due aziende si impegnano inoltre alla realizzazione di un sistema per il trattamento delle acque reflue di nuova generazione.