SMART LAND FORLI’- CESENA 30.0, STRATEGIE DI SVILUPPO TRA VOCAZIONE E FUTURO

Venerdì 29 Marzo, nella biblioteca Malatestiana di Cesena si è tenuto il primo evento Smart land Forlì – Cesena, un progetto che coinvolge 30 comuni romagnoli – da qui il titolo dell’iniziativa – con capofila Cesena, nel progetto Smart Land strutturato da Unica Reti, in collaborazione con Energia Media.
Il Comune di Cesena, dopo un intenso lavoro sul tema Smart City, si apre al territorio non solo con una riflessione e disseminazione ma con l’obiettivo di portare progettualità e risorse per un rilancio in termini di sostenibilità e sviluppo economico a medio e lungo termine.
Un confronto tra istituzioni, utility, imprese e mondo civile, per una prima disamina sui processi d’innovazione di cui il territorio ha bisogno, al fine di rendere sempre più attrattiva l’area grazie alla messa a rete di eccellenze già oggi presenti e che presentano un forte potenziale d’implementazione.
Cesena parla dunque di innovazione riconoscendo e valorizzando in primis identità e vocazione della propria Land affrontando le inevitabili criticità con visione e progetti, nuovi nelle dinamiche d’individuazione e nei processi d’attuazione.
Durante l’evento è stata tracciata una prima fotografia del territorio e sono stati individuati i primi “corridoi” d’intervento.
Un progetto che non ha le tecnologie al centro ma i cittadini e lo sviluppo delle imprese, su un territorio che in primis deve riconoscersi nei suoi valori e nella capacità di rigenerarsi.
La sessione del mattino è stata aperta da Stefano Bellavista, Amministratore di Unica Reti, società che unisce 30 comuni di Forlì e Cesena e amministra le reti idriche e del gas naturale.
L’idea che sta alla base di questa società, che unisce così tanti comuni, è che sia necessario operare sul piccolo senza mai dimenticare di far parte di un qualcosa di più grande. Unica Reti è la cabina di regia, si parla di progetti che si muovono in una rete interconnessa, è una società che si sta mettendo in gioco, che ha la possibilità di intervenire direttamente sul territorio e questo è quello che vuole fare, portando varie esperienze.
Francesca Lucchi, Assessore alla Sostenibilità Ambientale ed Europea del Comune di Cesena, vede Smart Land come la possibilità di provare a utilizzare tecnologie per affrontare i problemi della società, quindi per esempio la mobilità, gli edifici piuttosto che le infrastrutture. La tecnologia deve essere il veicolo, lo strumento per poter migliorare il nostro mondo; poterla utilizzare a livello territoriale e non solo cittadino rende il tutto più facile e più accessibile.
“Smart land ci rende capaci di cogliere un’opportunità dal problema”, afferma l’Assessore.
Francesca Lucchi ha citato poi diversi progetti avviati sul territorio romagnolo, tra cui le Scuole del sole, Calore pulito, Qui zero spreco, Ecoself, Cesena Lab e numerosi altri, a testimonianza di come il territorio Romagnolo sia fortemente attivo e propenso a uno sviluppo e un’innovazione che per certi versi è già stata avviata.
A seguire è intervenuto Massimo Fustini, della Regione Emilia Romagna – Agenda Digitale, il quale sottolinea come, con questo termine, si intenda un programma quinquennale connesso allo sviluppo in generale, non limitatamente alla strategia informatica, ma del digitale in senso lato.
Il tentativo è quello di far concorrere tutte le strategie regionali in modo che vi sia coerenza, quattro sono gli assi di intervento principali: infrastrutture, servizi, competenze e community.
L’obiettivo è quello di rendere il territorio Emilia Romagna entro il 2025 al 100% digitale, ossia uniformare il digitale e renderlo parte della quotidianità di tutti i cittadini.
Fustini mette però in luce anche una delle principali problematiche di questo sistema, quando si è iniziato a parlare di digitale si credeva che avrebbe sensibilmente diminuito i devide, cosa che non solo non è avvenuta, ma ha anzi provocato l’esatto effetto opposto creandone di nuovi. Ora, questo rappresenta evidentemente un problema e quindi, ad oggi, una delle più importanti criticità che l’Agenda Digitale si trova a dover risolvere.
Il territorio dell’Emilia Romagna si presta molto bene ad applicare un concetto di Smart Land e non di smart city, parliamo infatti di un territorio diffuso che necessita di uno sguardo nella sua interezza.
Si parla di agende digitali locali che si muovono sul singolo territorio per promuoverlo, bisogna poi unirsi e crearne uno unico per far sì che funzioni.
Proprio per questo si è cercato di creare un sistema che andasse a fornire degli indicatori di dati per rendere smartness il territorio, pochissimi sono gli indicatori in grado di prendere dati a livello comunale, il tentativo dei comuni romagnoli è di fare proprio questo.