“Station F” si illumina di nuova luce

Station F, il più grande campus di startup del mondo aperto a fine 2017 e situato nel centro di Parigi. dal 31 luglio può vantare una nuova illuminazione made by iGuzzini,  leader internazionale nel settore dell’illuminazione architetturale in collaborato con lo studio parigino Wilmotte & Associés.

Station F è un vero e proprio vivaio digitale, voluto da  Xavier Niel, che si sviluppa su una superficie totale di 34.000mq nell’area della storica Halle Frassinet, una ex stazione di trasbordo per treni e camion costruita tra il 1927 e il 1929. Il progetto ha scopo di mettere in risalto l’austerità dell’edificio in calcestruzzo precompresso valorizzando così il progetto dell’ingegnere Eugène Freyssinet, che nel 2012, gli ha permesso di ottenere la qualifica di monumento storico. Il complesso, lungo 310 metri e largo 58, è composto da tre navate parallele, con sottili archi in cemento precompresso, ognuna con una funzione specifica.

Per illuminare gli spazi più ampi dell’edificio, Jean Michel Wilmotte ha utilizzato Platea Pro, un proiettore nato su disegno dello stesso architetto per applicazioni in esterno e, proprio per questo, particolarmente indicato per le altezze notevoli dell’edificio. A tale scopo, sono state utilizzate due ottiche diverse, una Wide Flood e una stradale asimmetrica, mentre gli apparecchi sono stati installati grazie a un’apposita staffa metallica che abbraccia le travi lungo tutta la larghezza della hall, creando un ritmo costante lungo lo spazio della “Share area”.

Gli spazi di lavoro sono invece collocati in un open space dotato di tavoli modulari e connessi. Il vero cuore di Station F è la “Create zone”, un’area dedicata alle diverse startup che animano il progetto, organizzate sotto forma di 24 “villaggi” indipendenti e totalmente attrezzati (8 per livello). I box delle startup, realizzati con una nuova struttura in ferro e impreziositi da vetrate, affacciano direttamente sulla “Share area”, uno spazio centrale comune, caratterizzato da una grande volta a botte e da un lucernario centrale. Questi spazi di lavoro sono caratterizzati da un’illuminazione più flessibile e a bassa luminanza, mentre la zona degli armadietti-deposito ha un’atmosfera morbida e omogenea, grazie a incassi Ledpluscon ottica Floor Washer.

L’ultima area di Station F è la “Chill Zone” fruibile ai visitatori esterni, completata da un ristorante e da una terrazza esposta a sud con vista su un giardino a più livelli, per la quale è stata pensata un’illuminazione ad hoc. Jean Michel Wilmotte dello studio Wilmotte & Associés spiega: “La gestione della luce gioca un ruolo centrale nell’incontro esplosivo del lavoro audace di un ingegnere del diciannovesimo secolo e dell’immaginazione sfrenata ed esaltata di una nuova generazione. Per illuminare l’eccezionale volume della navata centrale senza ostacolarlo con una foresta di luci, abbiamo progettato Platea Pro, un proiettore LED ad alta potenza il cui minimalismo formale si combina con prestazioni ottiche eccezionali. Un apparecchio che si inserisce con discrezione nell’ambiente e facilita il lavoro dei giovani talenti che lavorano nel più grande incubatore di startup al mondo”.

Massimiliano Guzzini, Vice Presidente e Chief Marketing Officer di iGuzzini, ha commentato: “Siamo felici di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto che rafforza ulteriormente la nostra collaborazione con Jean Michel Wilmotte. Station F testimonia la volontà della città di Parigi di recuperare un elemento architettonico che faceva già parte del tessuto economico e sociale metropolitano e nazionale, rendendolo nuovamente fruibile alle persone e funzionale alle loro attività quotidiane.

Grazie all’impiego delle soluzioni di illuminazioneiGuzzini,lo studio Wilmotte & Associés ha riprogettato la luce dei vari ambienti di Station F, lavorando su due tipologie distinte di illuminazione per offrire un ambiente di lavoro piacevole e confortevole. Una vision da sempre perseguita da iGuzzini con lo scopo di mettere la conoscenza e la tecnologia al servizio della collettività, per far sì che la luce possa contribuire positivamente alla qualità della vita quotidiana delle persone”.