Una missione possibile

“Vogliamo essere la Slow Food dell’architettura e del design”. Così sostiene Fabio Vicamini, architetto e presidente di Missione Architetto, un’associazione no profit nata quattro anni fa a Milano. Un network di professionisti che ha l’obiettivo di realizzare architetture di qualità, sostenibili, innovative, personalizzate e, soprattutto, di creare una comunità di professionisti. Insomma, dopo il cibo di qualità, sano, a chilometro zero di Carlo Petrini, l’architettura virtuosa, tecnologica, a misura di ambiente di Fabio Vicamini

Un sodalizio, quello di Missione Architetto, che ha prodotto un Manifesto e una decina di spazi territoriali sparsi, per ora, nel Nord Italia, chiamati SpaziMiA. Luoghi, questi ultimi, cresciuti a Milano e dintorni (nel centro storico, nei quartieri San Siro e Milano City), nelle vicine province di Monza e Brianza e Pavia (a Vigevano), ma anche a Mestre e a Russi in Romagna, mentre altri spazi apriranno presto a Roma, Torino e in Sardegna.

“A tutt’oggi, a Missione Architetto sono iscritti 150 tra professionisti e tecnici di aziende nostre partner – afferma il presidente Vicamini –. Nel corso di quest’anno contiamo di arrivare a quota 600. Alle associazioni territoriali possono aderire gli operatori della filiera delle costruzioni: architetti, ingegneri, geometri, tecnici delle aziende e delle imprese di costruzioni, artigiani, tutti con la qualifica di soci pro. Poi, chiunque può aderire come socio ordinario”.

Le associazioni territoriali sono aperte a tutti coloro che ne vogliano far parte, anche al cliente finale; per aderire la quota costa 15 euro, mentre si può diventare socio pro donando al sodalizio 140 euro: in questo modo è possibile utilizzare il marchio dell’associazione e partecipare ai progetti territoriali. Ciascun socio pro può promuovere un’associazione territoriale: bastano altri nove sodali per fondare un MiA del territorio di appartenenza. Per le aziende, invece, la quota di ingresso è più alta:1.500 euro.

Interessante di questa esperienza è la possibilità, per i soci pro, di disporre di una piattaforma web (www.missionearchitetto.it) in cui apparire, condividere, farsi conoscere e conoscere altri professionisti e sviluppare collaborazioni.

“Quella di Missione Architetto è un operazione di carattere culturale – sostiene Vicamini – ma anche un’occasione per contatti di lavoro”.

Insomma, un po’ associazione culturale, un po’ lobby di operatori dell’architettura e delle costruzioni.

Per Missione Architetto, è latente un altro problema: quello di entrare in conflitto con le attuali organizzazioni professionali, con i vari ordini di appartenenza.

“Non siamo assolutamente in competizione con i nostri ordini professionali – sostiene convinto il presidente –. Al contrario, siamo per la piena valorizzazione della professione”.

Insomma, di fronte ai cambiamenti profondi che stanno vivendo tutte le professioni, compresa quella di architetto, e alla crisi che ha colpito pesantemente la molte categorie di professionisti, per Missione Architetto occorre procedere costruendo alleanze nel segno della progettazione sostenibile, innovativa e virtuosa.

“Non possiamo pensare di affrontare un mercato come quello attuale – chiosa il fondatore di MiA – con corse in solitaria. Occorre creare network, sinergie, collaborazioni, condividendo alcuni ideali del lavoro in architettura”.

A lasciare perplessi è una cosa, il nome prescelto: Missione Architetto.

“Scegliendo la parola missione, volevamo distinguerci da tutto ciò che fino a ora era stato fatto nel settore della comunicazione in architettura – conclude Vicamini –. Abbiamo così voluto sottolineare che occorreva una nuova operazione di divulgazione partendo dall’abc dell’informazione. Serviva, secondo noi, tornare ai principi base dell’architettura e riconsiderare il sistema del fare architettura in Italia ripartendo da zero”.

In effetti, l’operazione messa in piedi da Vicamini e dai suoi colleghi, sa tanto di missione, se non impossibile, sicuramente difficile. L’obiettivo del network è infatti creare 15 associazioni territoriali in tutto il Paese: per arrivare a questo risultato ogni associazione deve darsi un tema da condividere con gli associati e proporsi sul territorio in modo unitario e coinvolgente.

Sei le iniziative che Missione Architetto ha in corso: Missione casa e Mach 2 (il coworking di Missione Architetto) con lo Spazio di Milano centro; Semiramide, il giardino pensile e verticale con lo Spazio di Milano City; poi il Coraggio che manca con il Mia di San Siro, SavingArt con lo spazio di Vigevano, infine, la Casa attiva e l’albergo diffuso (ristrutturazioni e contract) con il MiA di Monza e Brianza.

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