WeCity, il Tripadvisor della sicurezza per i ciclisti

Le tragiche notizie riportate recentemente dalla cronaca hanno portato alla ribalta un tema molto delicato, quale la sicurezza dei ciclisti sulle strade italiane. Garantire l’incolumità di chi usa la bicicletta ogni giorno per spostarsi dovrebbe essere una priorità delle amministrazioni locali e di chi ha il potere di legiferare in materia e che invece, per un motivo o per l’altro, non si è mai riusciti a salvaguardare completamente, spesso con annunci a cui non sono poi seguiti fatti concreti.
D’altra parte, i numeri sono piuttosto allarmanti: secondo i dati diffusi dall’Istat, nel corso del 2015 si sono registrati 252 decessi e ben 16.827 ferimenti di ciclisti sulle nostre strade: un morto ogni giorno e mezzo, 45 incidenti al giorno, una vera e propria strage.
Un primo approccio verso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica al problema, è stato proposto da Wecity, azienda di Modena, che ha recentemente lanciato l’omonima applicazione, scaricabile gratuitamente dai possessori di smartphone iOS, Android e Windows, che
permette di recensire il livello di sicurezza delle strade ciclabili italiane, proprio come si farebbe per un ristorante o per un albergo tramite TripAdvisor.
I ciclisti saranno quindi coloro che valuteranno l’indice di sicurezza, calcolato, oltre che sulla base dei giudizi degli utenti, anche grazie ad un algoritmo che tiene conto dei chilometri mappati e delle percentuale di copertura della città: in questo modo si può ridurre il fenomeno per cui, pochi utenti, molto attivi, possano alte-rare nel bene o nel male la valutazione della città.
Grazie alla funzione Bike Safe, al termine di un tragitto in bici, sarà possibile “votare” il livello di sicurezza del viaggio: l’utente assegnerà una stella ai tragitti più pericolosi, fino ad assegnarne cinque a quelli ritenuti più sicuri.


La risposta degli utenti nei primi 6 mesi di utilizzo è stata immediata: una conferma che il problema è estremamente sentito. In poco tempo i dati raccolti hanno permesso di mappare decine di città, e di definire un indicatore generale, chiamato Indice di Ciclabilità Urbana (ICU), che classifica le città in base alla loro sicurezza per chi pedala. Grazie a questo indice, un primo risultato importante è già stato raggiunto: le amministrazioni locale stanno iniziando a prendere in considerazione l’ICU come criterio oggettivo grazie al quale misurare i risultati delle politiche di mobilità e uno strumento per analizzare i comportamenti ed i dati relativi agli spostamenti in bici.
Come ha recentemente affermato Paolo Ferri, CEO di Wecity, “Le mappe sono una forma di restituzione dei dati raccolti grazie agli utenti. In un mondo dove ogni giorno accettiamo, senza neanche leggerli, terms & conditions che stabiliscono come verranno utilizzati i nostri dati, abbiamo voluto rendere evidente lo sforzo e il risultato collettivo, mettendo queste mappe a disposizione di chiunque”.
Andando ad analizzare i risultati di questi primi mesi di mappature, si nota come la città capolista in questa speciale classifica sia Reggio Emilia, con un indice di ciclabilità urbana pari a 3.33 (su un massimo di 5): addirittura, nella città emiliana, si può pedalare contromano in tutta sicurezza; ad oggi sono stati mappati 246,9 km, per una copertura del 14% del territorio. Al secondo posto nella classifica delle città bike friendly troviamo Torino, con un indice di 3,13; a completare il podio la città di Modena, con un indice del 3,05. Da segnalare che Bologna, anche grazie alla cosiddetta “Tangenziale delle bici”, ha oltre un quarto delle strade recensite ed occupa il quarto posto della classifica con un ICU di 2,81.
L’azienda modenese è già al lavoro per apportare significative migliorie al suo prodotto: il prossimo passo sarà infatti quello di rendere le informazioni sulla sicurezza direttamente nell’applicazione, realizzando un navigatore in grado di guidare l’utente attraverso il percorso più sicuro.
La strada sembra tracciata, con la speranza che lo sviluppo di nuove tecnologie sia di aiuto alla politica nel rendere le strade italiane più sicure per chi utilizza la bicicletta per i propri spostamenti quotidiani, anche considerando il fatto che i ciclisti, oltre a non inquinare, non creano congestione al traffico e non occupano parcheggi, rendendo di fatto più facile la vita anche agli automobilisti, generando un circolo virtuoso per tutti i fruitori della strada. L’obiettivo è quello di avvicinarsi ai risultati ottenuti da città europee come Amsterdam o Copenhagen, che hanno tempi di attraversamento in automobile tra i più bassi in assoluto a livello mondiale.